Per le famiglie italiane che beneficiano del sostegno economico per i figli a carico sono in arrivo rilevanti aggiornamenti: a partire dal febbraio 2027, l’assegno unico subirà un incremento legato alla rivalutazione per l’adeguamento al costo della vita. La stima provvisoria dell’Istat individua un tasso di inflazione del 2,9% per il 2026, una cifra utile a tracciare la rotta, in attesa che il Ministero dell’Economia formalizzi la percentuale definitiva verso la fine dell’anno tramite un apposito decreto.
Il meccanismo di aggiornamento non si limiterà soltanto alla perequazione automatica rispetto al potere d’acquisto, ma vedrà una profonda revisione dei criteri di calcolo. La normativa introdotta con la Legge di Bilancio 2026 stabilisce infatti l’adozione di un nuovo indicatore economico specifico per le prestazioni familiari; tale parametro, affiancato all’Isee tradizionale, nasce con l’obiettivo di sostenere in modo più mirato i nuclei con prole e promuovere la coesione sociale.
Ampliamento delle tutele e limiti Isee più vantaggiosi
Tra le modifiche più significative figura la revisione della scala di equivalenza, che aumenterà il proprio peso specifico in proporzione al numero dei componenti figli presenti nel nucleo. Parallelamente, si segnalano tutele patrimoniali più vantaggiose, come l’innalzamento della franchigia sulla prima casa, tarata sull’effettivo valore dell’immobile e sul numero dei minori presenti.
Dal 2027, inoltre, la platea dei beneficiari si allargherà su scala comunitaria, includendo sia i figli residenti in altri Paesi dell’Unione Europea, sia i genitori esteri che svolgono la propria attività lavorativa e mantengono il domicilio in Italia.
Un ulteriore fattore di crescita degli importi risiede nello scorrimento verso l’alto delle soglie economiche che delimitano le diverse classi Isee. La prima fascia, che garantisce l’assegno più cospicuo, vedrà la propria asticella salire a 17.975,10 euro (contro i 17.468,51 euro del 2026), mentre il limite massimo per accedere alle quote progressive sarà pari a ben 47.933,61 euro. Questo rimodellamento permetterà ad alcune famiglie di scivolare favorevolmente in una fascia di reddito più vantaggiosa, ottenendo così un beneficio economico cumulativo ancora maggiore rispetto al solo ritocco inflazionistico.
A quanto ammonterà il contributo dell’assegno unico nel 2027?
Traducendo le stime in cifre concrete, il contributo mensile per ciascun figlio minorenne vedrà la quota base minima salire a 60 euro, mentre il valore massimo erogabile raggiungerà i 209,70 euro al mese. La medesima struttura di calcolo continuerà ad applicarsi senza soglie d’età per i figli affetti da disabilità. Per i giovani di età compresa tra i 18 e i 20 anni, le somme mensili oscilleranno tra un minimo di 29,90 euro e un massimo di 102 euro, garantendo comunque un incremento costante rispetto ai parametri precedenti.
L’effetto combinato della rivalutazione e dell’eventuale cambio di fascia Isee si tradurrà in un sollievo economico tangibile per le casse familiari: l’ingresso in un livello di reddito superiore potrebbe infatti generare da solo un aumento mensile pari a 8,70 euro per figlio. Su base annua, questa combinazione di fattori consentirà a molti nuclei di beneficiare di un’integrazione complessiva superiore ai 100 euro per ciascun figlio a carico, garantendo un supporto più solido nella gestione delle spese quotidiane.
Come si presenta domanda?
Per presentare correttamente domanda per l’assegno unico e universale ci sono tre possibilità:
- sulla pagina dell’Inps tramite Spid (almeno di livello 2), carta di identità elettronica o carta nazionale dei servizi;
- tramite l’app ufficiale di INPS (disponibile per iOS e Android);
- recandosi negli istituti di patronato disponibili localmente.