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Da oggi via alle multe a chi non permette di pagare col POS, ma c’è chi non è d’accordo con l’obbligo!

Da oggi obbligo di accettare i pagamenti con il POS, chi si rifiuta sarà sanzionato. Ma i tabaccai non ci stanno e chiedono l'esonero.

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obbligo pos

Scatta l’obbligo dei POS e le sanzioni per i commercianti, gli artigiani e professionisti che non consentiranno ai loro clienti di fare pagamenti con carte e bancomat. Il che significa che esercenti e professionisti si imbatteranno in multe salate se non consentono ai clienti di pagare con il Pos.

Da oggi infatti, all’obbligo di dotarsi di un POS per i professionisti sono state aggiunte nuove sanzioni, di cui si parlava già da tempo. La norma di riferimento si trova all’interno dall’articolo 19-ter della legge di conversione del decreto PNRR n. 152/2021 e prevede che:

Nei casi di mancata accettazione di un pagamento tramite carta di credito, prepagata, bancomat e simili da parte di un professionista si applica la sanzione pecuniaria pari a 30 euro, aumentata del 4% del valore della transazione per la quale sia stato rifiutato il pagamento elettronico.

La novità trova il plauso di alcune associazioni dei consumatori mentre sono evidenti le preoccupazioni delle associazioni di settore. In particolare i tabaccai hanno prontamente richiesto un esonero, spiegando che di fatto nel loro caso la tracciabilità già esiste.

La lotta all’evasione fiscale, tramite l’obbligo di accettazione di pagamenti con carta e bancomat, è un controsenso nel caso delle tabaccherie che sono, infatti, concessionarie dello Stato.

Assotabaccai
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Un tema che sembra essere stato accolto in Parlamento con un ordine del giorno. Si prevede un credito d’imposta del 100% sui maggiori costi a fronte dell’utilizzo della carta per acquisti di pochi centesimi, dai francobolli ai biglietti dell’autobus.

Obbligo del pos: c’è chi non è d’accordo

Ma Assotabaccai non è l’unica scettica riguardo la misura.

Confesercenti ha reputato il provvedimento “inopportuno e iniquo per le imprese più piccole“, per le quali il costo della moneta elettronica, soprattutto sulle transazioni di importo ridotto, è già molto elevato.

Anche Confcommercio ha esternato il suo disappunto:

Non si può pensare di incentivare i pagamenti elettronici attraverso il meccanismo delle sanzioni, quello che serve per raggiungere questo obiettivo è una riduzione delle commissioni e dei costi a carico di consumatori ed imprese, anche potenziando lo strumento del credito d’imposta sulle commissioni pagate dall’esercente, e introdurre la gratuità per i cosiddetti micropagamenti.



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