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Flop del Registro delle opposizioni. Il Codacons denuncia: “Più della metà degli iscritti riceve ancora telefonate dai call center”!

A quasi due mesi dalla sua attivazione il Registro pubblico delle Opposizioni si rivela un flop: circa la metà degli iscritti continuerebbe a ricevere telefonate di telemarketing.

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È attivo ormai dal 27 luglio 2022 il nuovo Registro pubblico delle opposizioni, lo strumento gratuito del Ministero dello Sviluppo Economico che consente di richiedere il blocco delle telefonate agli operatori di telemarketing. A quasi due mesi dal suo debutto, però la misura sembra rivelarsi un grande flop.

Lo denuncia il Codacons, sostenendo che circa la metà degli iscritti continuerebbe a ricevere telefonate di telemarketing. L’Unione Nazionale Consumatori, inoltre, osserva che le segnalazioni dei consumatori che continuano a ricevere chiamate nonostante si siano iscritti al Registro continuerebbero ad aumentare.

In parte si spiegherebbe con il fatto che il registro non è ancora a pieno regime. Molti sono infatti gli operatori che non hanno ancora effettuato l’accerdito sulla piattaforma ufficiale.

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Ma non solo. Le cause di questo inizio così debole sono diverse.

Le cause del flop del Registro delle opposizioni

Innanzitutto, il registro delle opposizioni non consente un rifiuto al telemarketing perpetuo, ma si limita a certificare che ad una certa data hai disposto di non ricevere più proposte commerciali via telefono. Infatti, se, in una data successiva, fornisci l’autorizzazione al trattamento dei tuoi dati (magari anche in modo sprovveduto), è quest’ultima volontà ad avere la precedenza. Insomma, se ti sbagli semplicemente a flaggare una casella mentre ti registri ad un sito internet, autorizzi nuovamente i call center a chiamarti!

Un altro limite è che la legge si applica esclusivamente ai call center che hanno sede in Italia, mentre non vale per i call center con sede all’estero. Quindi basta essere ubicati in altri Paesi europei e non per non avere problemi legali e continuare indisturbati l’azione di telemarketing selvaggio.

Ma questo non è l’unico escamotage che permette agli operatori di aggirare la normativa: non iscriversi al ROC o utilizzare software che genererebbero numeri chiamanti finti e non rintraccaibili per le sanzioni sono solo due dei molteplici trucchi per evadere la legge.

Il Codacons, come detto, ha documentato il tutto in un dossier, che è già stato consegnato al Garante.



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