Ikea, prezzi aumentati per la crisi Corona Virus: l’Italia tra i paesi più colpiti dal rincaro

La crisi della global supply chain – letteralmente la crisi della catena di approvvigionamento mondiale – scaturita dalla pandemia da Corona Virus e dalla crisi energetica in corso ha messo in ginocchio numerose aziende, tra cui il colosso Ikea.

La multinazionale svedese non è sfuggita ai problemi legati all’approvvigionamento delle materie prime – tra le altre, Cina e Stati Uniti hanno fatto incetta di materie prime di cui anche Ikea si serve togliendole dal mercato e facendo lievitare i prezzi – e alla crisi dei prezzi dei combustibili fossili, e nel 2021 ha assorbito costi aggiuntivi per 250 milioni di euro. Il mese scorso – annuncia il gruppo in una nota – Ikea ha registrato un calo del 17% dei profitti annuali, attribuito al rincaro delle materie prime e dei costi relativi ai trasporti.

Aumenti dei prezzi in tutto il mondo

Così, dopo aver cercato in ogni modo di mantenere i prezzi uguali nei mesi scorsi nonostante l’inflazione e costi sempre più alti, Ikea si è vista costretta ad aumentare i prezzi finali per i propri consumatori: una media che si aggira attorno a +9% in tutto il mondo.

In Europa e in Nord America però, gli aumenti sono stati più acuti, a causa dei maggiori costi di trasporto in questi due mercati che sono i due principali della multinazionale. In Europa poi, oltre alla crisi della global supply chain, stiamo attraversando un periodo di transizione, per il passaggio necessario ma molto doloroso, dalle fonti fossili all’energia rinnovabile. In mezzo, c’è anche la crisi del gas scaturita dalla Russia di Vladimir Putin, che ha ridotto le forniture ai paesi Europei per una scelta economica legata sempre alla pandemia e per una scelta politica in risposta alle sanzioni dell’Unione Europea.

Così, in Italia da Ikea vediamo aumenti che superano pure il 30%.

Qualche esempio?

Il letto a castello IKEA Tuffing passa da 129€ a 149€ (+15,5%), l’armadietto Kolbjörn passa da 269€ a 309€ (+14,9%), le cassettiere Kullen passano da 60€ a 75€ (+25%), la cassettiera Hemnes da 185€ a 219€ (+18,34%) le scarpiere Trones da 19€ a 25€ (+31,6%, stessa sorte del supporto da monitor Elloven), il divano letto Asarum da 199€ a 249€ (+25,1%). Uguali aumenti non solo per i mobili completi, ma anche per le singole parti, come i piani di lavoro (il Karlby aumentato da 109€ a 129€ al pezzo, +18,34%) o le singole mensole.

Nei prossimi mesi molte famiglie valuteranno gli effetti dell’aumento dei prezzi sui loro bilanci, perché a seguire Ikea, che non vende beni di consumo primario, arriveranno nuovi aumenti anche sui prodotti essenziali, tra cui gli alimentari.

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Bonus Mamme 2026: requisiti, importi e come richiederlo

Sei una mamma lavoratrice con 2 o più figli? Nel 2026 puoi ottenere un'agevolazione fino a 720€ annui o un taglio delle tasse al 100%: scopri tutto sul nuovo Bonus Mamme!

bonus mamme 2026

Navigare nel mare delle agevolazioni per le famiglie e la genitorialità può sembrare un’impresa complessa, soprattutto quando le norme cambiano e si sovrappongono. Il 2026 porta con sé importanti novità per le madri lavoratrici: con la pubblicazione della circolare n. 106 del 16 ottobre 2026, l’INPS ha finalmente fatto chiarezza sul nuovo quadro normativo. Tra sgravi contributivi e contributi economici una tantum, comprendere a quale beneficio si ha diritto è fondamentale per non perdere un’opportunità di sostegno economico importante.

In questo scenario, il nuovo Bonus Mamme 2026 convive e si coordina con l’esonero contributivo già introdotto negli anni precedenti. La normativa distingue due percorsi principali: da un lato l’esonero contributivo al 100% riservato alle madri con tre o più figli e un contratto a tempo indeterminato, dall’altro un contributo transitorio pensato per estendere la tutela anche alle lavoratrici a tempo determinato e autonome con almeno due figli.

Vediamo nel dettaglio come funziona la misura, a chi spetta e cosa fare per ottenerla.

Requisiti di accesso al Bonus Mamme 2026

Per accedere al nuovo Bonus Mamme 2026, le lavoratrici devono soddisfare contestualmente tre requisiti fondamentali relativi al numero dei figli, all’attività lavorativa e alla situazione reddituale. Nello specifico, il beneficio spetta alle madri con almeno due figli (con il più piccolo di età inferiore a 10 anni) oppure alle madri con tre o più figli (con il più piccolo di età inferiore a 18 anni). Il requisito del numero dei figli deve sussistere dal 1° gennaio 2026 per coprire l’intero anno, oppure perfezionarsi entro il 31 dicembre 2026 (in quest’ultimo caso il contributo è riconosciuto pro-quota per i soli mesi in cui il requisito è soddisfatto). Ad esempio, una mamma di un figlio che dà alla luce il secondo il 20 aprile 2026 ha diritto al bonus per i mesi da aprile a dicembre.

Dal punto di vista lavorativo, l’agevolazione è rivolta alle lavoratrici.

  • dipendenti (pubbliche e private, inclusi i contratti intermittenti o in somministrazione, con l’esclusione del lavoro domestico);
  • autonome iscritte alle gestioni previdenziali obbligatorie o casse professionali.

Per quanto riguarda il requisito economico, è richiesto un reddito complessivo da lavoro non superiore a 40.000 euro. Nel calcolo rientrano tutti i redditi da lavoro percepiti (compresi quelli esenti o soggetti a imposta sostitutiva), mentre sono esclusi trattamenti come NASpI, DIS-COLL o trattamenti pensionistici.

Importi e differenze in base al numero di figli e al contratto

Per le madri con due figli (o con tre o più figli ma con contratto a tempo determinato o lavoro autonomo), il Bonus Mamme 2026 garantisce un contributo pari a 60 euro al mese, fino a un massimo di 720 euro annui, che verrà erogato dall’INPS in un’unica soluzione una tantum nel mese di dicembre. L’importo è fisso per la singola lavoratrice e non aumenta all’aumentare del numero dei figli.

Diversa è invece la tutela riservata alle madri con tre o più figli titolari di un contratto di lavoro dipendente a tempo indeterminato: per esse non si applica il bonus mensile una tantum, bensì viene confermato l’esonero contributivo al 100% (fino a un massimo di 3.000 euro lordi annui, pari a 250 euro al mese) fino al compimento del diciottesimo anno del figlio più piccolo.

La circolare INPS n. 106/2026 chiarisce la gestione dei cambi di stato in corso d’anno: se una madre di due figli a tempo indeterminato dà alla luce il terzo figlio ad esempio a settembre, dal mese della nascita decadrà dal bonus mensile ed entrerà nel regime dell’esonero contributivo totale. Allo stesso modo, se una madre di tre figli con contratto a tempo determinato vede stabilizzato il proprio contratto a tempo indeterminato a luglio, percepirà il nuovo bonus da gennaio a giugno e passerà all’esonero contributivo da luglio in poi.

Come richiedere il Bonus Mamme 2026

Per beneficiare del Bonus Mamme 2026 è necessario presentare un’apposita domanda telematica all’INPS. L’apertura ufficiale del canale per l’invio delle istanze viene comunicata dall’Istituto tramite un successivo messaggio integrativo. La richiesta può essere trasmessa in autonomia dalla lavoratrice oppure avvalendosi del supporto degli Istituti di Patronato o del Contact Center.

Dunque, nel dettaglio, i canali messi a disposizione dall’INPS per la presentazione dell’istanza sono:

  • Sito web istituzionale www.inps.it: accedendo all’area riservata tramite credenziali SPID (almeno livello 2), CIE (livello 3), CNS o eIDAS.
  • Contact Center Multicanale: chiamando il numero verde gratuito 803.164 da rete fissa oppure il numero 06 164.164 da rete mobile (a pagamento secondo le tariffe del proprio operatore).
  • Patronati: usufruendo dell’assistenza gratuita offerta dalle sedi territoriali.

All’interno della domanda, la lavoratrice dovrà dichiarare il possesso dei requisiti (numero ed età dei figli, tipologia di lavoro, reddito da lavoro non superiore a 40.000 euro) e specificare la modalità di accredito del contributo, fornendo il proprio codice IBAN per l’accredito su conto corrente o scegliendo il bonifico domiciliato.

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Nuovi BTP Valore e BTP Valore Insieme: doppia emissione a 5 anni con tassi garantiti

Tassi minimi garantiti fino al 4,70% o cedola unica al 22,25%: al via il doppio collocamento di BTP Valore e BTP Valore Insieme. Scopri le differenze e dove acquistari.

btp valore insieme

In un panorama economico globale segnato da una profonda incertezza, trovare un porto sicuro per i propri risparmi è diventata una priorità assoluta, soprattutto per i piccoli investitori. Proprio per rispondere a questa esigenza di stabilità, la nuova emissione del BTP Valore si presenta come una soluzione solida e affidabile per il 2026, ideale per chi cerca di proteggere il proprio capitale dalle turbolenze dei mercati.

Il Ministero dell’Economia e delle Finanze ha annunciato una novità assoluta con l’avvio di un duplice collocamento nell’ambito della famiglia BTP Valore, in programma da lunedì 19 a venerdì 23 ottobre (fino alle ore 13, salvo chiusura anticipata). Per la prima volta, i risparmiatori avranno la possibilità di scegliere tra due strumenti finanziari distinti, acquistabili sia alternativamente che congiuntamente. La prima opzione è un BTP Valore tradizionale con durata di 5 anni e cedole trimestrali crescenti nel tempo, il cui profilo specifico verrà reso noto prima dell’emissione. La seconda opzione è il BTP Valore Insieme, anch’esso con scadenza a 5 anni, caratterizzato da una cedola unica corrisposta interamente alla data di scadenza del titolo.

Questa operazione si rivolge in modo esclusivo al mercato retail, ossia ai risparmiatori individuali e affini, offrendo loro l’accesso a tassi cedolari minimi garantiti appositamente comunicati dal MEF per l’occasione. L’introduzione di questa doppia scelta riflette la volontà di soddisfare sia le esigenze di chi desidera un flusso di cassa periodico e crescente nel medio termine, sia quelle di chi preferisce accumulare il rendimento per ottenerlo in un’unica soluzione al termine dei cinque anni, confermando l’attenzione delle istituzioni verso la tutela del risparmio privato.

Le differenze tra BTP Valore e BTP Valore Insieme

Il BTP Valore, con ISIN IT0005735201, avrà una durata di 5 anni, con rendimenti fissi crescenti nel tempo. Vanta cedole nominali trimestrali calcolate sulla base di tassi prefissati e crescenti nel tempo, secondo il segunete meccanismo step-up:

  • 3,70% per il 1° e 2° anno
  • 4,10% per il 3° e 4° anno
  • 4,70% per il 5° anno

Il BTP Valore Insieme, contraddistinto dal codice ISIN IT0005735227, ha invece un’unica cedola alla scadenza, avrà un tasso minimo garantito del 22,25% corrisposto alla fine dei 5 anni, insieme al rimborso del capitale investito.

Per entrambi i BTP Valore, il collocamento non prevede tetti all’investimento, che potrà partire da un minimo di 1.000 euro e si può acquistare per multipli di 1.000 euro. Ai risparmiatori è sempre assicurata la completa soddisfazione degli ordini, salvo la facoltà da parte del Ministero dell’Economia di chiudere anticipatamente l’emissione; mentre non è consentito all’investitore di recedere dagli ordini di acquisto di BTP Valore effettuati online e fuori sede.

Come di consueto, infine, è prevista la tassazione agevolata al 12,5% su cedole e premio fedeltà e l’esenzione dalle imposte di successione, nonché l’esclusione dal calcolo ISEE fino a 50.000 euro investiti in titoli di Stato.

Dove acquistare il BTP Valore e il BTP Valore Insieme

Il BTP Valore e il BTP Valore Insieme possono essere acquistati facilmente dal risparmiatore attraverso il proprio home banking, se abilitato alle funzioni di trading online. In alternativa, è possibile rivolgersi alla banca o all’ufficio postale presso cui si possiede un conto corrente e il conto deposito titoli.

I titoli saranno collocati sulla piattaforma MOT di Borsa Italiana alla pari (ovvero con prezzo uguale a 100), senza commissioni né vincoli, e potranno essere ceduti del tutto o in parte durante i 5 anni alle condizioni di mercato, ferma restando la garanzia del rimborso a scadenza dell’intero capitale investito.

Per maggiori informazioni, ti consigliamo di leggere il comunicato stampa del Ministero dell’Economia e delle Finanze.

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Bonus Retrofit: dal 2027 fino a 800€ per il passaggio a GPL o metano!

Niente burocrazia né limiti ISEE: converti la tua auto a GPL o metano e risparmia sul carburante senza cambiarla. Ecco come ottenere fino a 800€ di sconto immediato con il Bonus Retrofit 2026!

bonus retrofit

Possiedi un’auto a benzina o diesel e desideri abbattere i costi di gestione senza dover affrontare l’importante spesa per l’acquisto di una vettura nuova? Il Bonus Retrofit fa al caso tuo!

Promossa dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy, questa misura consente di convertire il proprio veicolo ad alimentazioni più sostenibili ed economiche come il GPL o il metano. L’iniziativa rientra in un piano pluriennale di incentivazione che prevede una dotazione di 4 milioni di euro per l’anno in corso, cifra che salirà a 5 milioni annui nel triennio 2027-2029 per poi concludersi nel 2030 con l’ultimo milione di euro programmato.

A quanto ammonta il contributo?

Il vero vantaggio della misura risiede nella semplicità del contributo, che consiste in uno sconto fisso erogato direttamente all’atto dell’installazione dell’impianto, senza alcuna necessità di rottamare il mezzo esistente. A partire dal 2027 per chi sceglie la trasformazione a GPL l’incentivo è pari a 400 euro, mentre per il passaggio al metano la somma sale a 800 euro.

Sebbene l’investimento iniziale dell’officina possa variare tra i 1.000 e i 2.000 euro a seconda della tecnologia scelta, l’ammortamento della spesa risulta particolarmente rapido per chi macina molti chilometri ogni anno, permettendo di risparmiare in media circa 7,80 euro ogni 100 km percorsi.

Requisiti di accesso e veicoli ammessi

Per poter beneficiare delle agevolazioni previste dal Bonus Retrofit, il veicolo da convertire deve soddisfare una serie di parametri ben definiti sanciti dalla normativa. La misura si rivolge esclusivamente ai mezzi appartenenti alla categoria M1, ossia i veicoli a motore destinati al trasporto di persone dotati di massimo otto posti a sedere oltre a quello del conducente.

A livello di motorizzazione, l’auto deve essere originariamente alimentata a benzina o diesel e possedere una classe ambientale pari o superiore a Euro 3, garantendo così un aggiornamento tecnologico su vetture ancora pienamente circolanti ma dal profilo emissivo superato.

Un ulteriore requisito fondamentale riguarda i componenti utilizzati per l’adeguamento dell’auto: il kit di conversione installato deve essere rigorosamente nuovo di fabbrica e dotato di omologazione ai sensi delle normative vigenti italiane o del regolamento ONU n. 115. Rimangono quindi escluse tutte le componenti usate o ricondizionate, a tutela della sicurezza stradale e dell’efficienza dell’impianto. Inoltre, l’impianto deve essere acquistato, installato e collaudato in una data successiva all’entrata in vigore del DPCM 10 giugno 2026.

Inoltre, non vi sono limiti legati all’Isee del richiedente, rendendo l’incentivo accessibile a una platea ampiamente trasversale di automobilisti. Tuttavia, i veicoli che hanno già usufruito di Ecobonus non potranno accedere all’incentivo Ecobonus – Retrofit.

Come presentare la domanda e richiedere lo sconto

La procedura per richiedere il bonus è strutturata per essere estremamente snella e priva di intoppi burocratici per l’automobilista. Il cittadino non deve infatti inviare alcuna richiesta diretta sulle piattaforme ministeriali: sarà l’officina di installazione ad accedere al portale online dedicato del MIMIT per prenotare il contributo spettante al cliente. Lo sconto di 400 o 800 euro viene applicato direttamente in fattura sulla spesa totale dell’intervento, e l’installatore provvederà successivamente a recuperare l’importo anticipato sotto forma di credito d’imposta.

Trattandosi di una misura ad esaurimento risorse, in cui le prenotazioni vengono lavorate in rigido ordine cronologico di inserimento, è consigliabile rivolgersi tempestivamente a un’officina autorizzata che aderisce all’iniziativa.

L’installatore deve:

  1. nella fattura di acquisto e installazione indicare
    • lo sconto praticato in ragione del contributo statale
    • il nominativo dell’intestatario o del cointestatario del veicolo sul quale è stato installato l’impianto
  2. entro 120 giorni dalla data di inserimento di prenotazione, completare la prenotazione.

Una volta completata l’installazione e la relativa prenotazione telematica, la ditta esegue il collaudo del veicolo presso la Motorizzazione Civile per l’aggiornamento della carta di circolazione, perfezionando così l’iter e consentendo al proprietario di circolare subito in totale regola e risparmiando sul carburante.

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Affare in edicola: Foaming Shower Gel di Rituals (full size) con Vanity Fair a soli 5,90€!

La prossima settimana Vanity Fair ti aspetta in edicola a un prezzo speciale con l'iconico Foaming Shower Gel di Rituals in allegato, disponibile in 3 profumazioni full size.

vanity fair rituals

Sta per arrivare nelle migliori edicole il nuovo numero di Vanity Fair.

Questo mese la rivista si presenta con un allegato iconico in formato full size: il Foaming Shower Gel di Rituals, disponibile nelle 3 profumazioni The Ritual of Ayurveda, The Ritual of Yozakura e The Ritual of Sakura.

Il prodotto in allegato

Il Foaming Shower Gel di Rituals trasforma la routine quotidiana della doccia in un avvolgente rituale da vera e propria spa, un piacere che nei mesi autunnali diventa ancora più intimo e confortevole. Il prodotto si distingue per una texture in gel fluida e innovativa che, a contatto con la pelle bagnata e l’acqua, si trasforma istantaneamente in una schiuma cremosa e lattiginosa, densa e profumatissima. Questo cambio di consistenza invita a rallentare, massaggiando delicatamente il corpo per un gesto di detersione sensoriale che lascia la pelle incredibilmente morbida e setosa.

Disponibile nelle tre fragranze più iconiche del brand, ciascuna linea racchiude un’atmosfera e un’ispirazione botanica unica. Nel suo flacone rosso, The Ritual of Ayurveda omaggia l’antica tradizione indiana unendo la dolcezza avvolgente della rosa indiana alle proprietà nutrienti dell’olio di mandorle dolci, offrendo una sensazione di profondo nutrimento.

The Ritual of Yozakura, ispirato alla contemplazione notturna dei ciliegi in fiore in Giappone, sfoggia un’anima intensa, floreale e ambrata che fonde fiori bianchi, vaniglia, latte di mandorla, riso nero ed estratto di foglie di ciliegio Yoshino per una vera dichiarazione di gioia.

Infine, nel suo elegante flacone bianco, The Ritual of Sakura celebra il tema del nuovo inizio: la sua formula con latte di riso ed estratto di ciliegio regala una profumazione delicata, luminosa e discreta, perfetta per chi cerca una freschezza raffinata e una pelle liscia come seta.

Vanity Fair con docciaschiuma Rituals in allegato: prezzo e disponibilità

L’edizione con gadget della rivista ha un prezzo complessivo pari a soli 5,90€ e sarà disponibile a partire da mercoledì 28 ottobre 2026. Un prezzo davvero eccellente se si mette in conto che solo il gel docciaschiuma costa 10,90€.

Per ricevere la tua copia, recati subito nelle migliori edicole della tua città e richiedi il nuovo numero della rivista Vanity Fair, con Foaming Shower Gel di Rituals  in allegato, per approfittare di questa occasione. Consigliamo di recarti in edicola già dalle primissime ore poiché affari del genere vanno solitamente a ruba e le copie disponibili potrebbero esaurirsi in poco tempo!

Se non dovessi trovare subito il nuovo numero in edicola, potresti prenotarlo e passare a prenderlo nei prossimi giorni. In base alla città in cui vivi, infatti, le riviste possono arrivare in giorni differenti. Nel caso in cui non riuscissi a recarti subito in edicola, ti consigliamo di chiamare e far mettere da parte la tua copia prima che vengano vendute tutte quelle disponibili!

Se, invece, dovessi essere arrivato troppo tardi, potresti tentare la fortuna online: alcune edicole hanno il proprio e-commerce, dove puoi acquistare questa ed altre riviste con un solo supplemento per i costi di spedizione. Magari hanno ancora una copia disponibile!

Consigliamo di cercare di approfittare di questa promozione poiché si tratta a tutti gli effetti di un’ottima occasione per provare il prodotto ad un prezzo affare e, chissà, magari scoprire il tuo nuovo bagnodoccia preferito.

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