Per organizzare un viaggio, l’abitudine consolidata di milioni di persone è sempre la stessa: accendere il computer, selezionare le date sul calendario e lanciarsi subito a caccia del prezzo più basso in assoluto. Tuttavia, questo rituale quotidiano sta per cambiare in modo radicale, rendendo i costi d’ingresso nettamente meno accessibili rispetto al passato.
Le abitudini di prenotazione dei viaggiatori europei si apprestano infatti a vivere una profonda trasformazione a causa dei nuovi interventi regolamentari promossi dall’Unione Europea. La misura introdotta dalle istituzioni comunitarie punta a ridisegnare il mercato dell’aviazione civile imponendo criteri di trasparenza commerciale più stringenti, al fine di tutelare il consumatore finale ed evitare costi nascosti nel processo di acquisto dei biglietti.
Tuttavia, le direttive che mirano a rendere palesi le spese fin dal primo visualizzatore di costo rischiano di stravolgere la percezione e il marketing del settore low-cost. L’obbligo di inserire determinate opzioni nel listino iniziale elimina la possibilità per i vettori di fare leva sui prezzi d’attacco particolarmente aggressivi, provocando l’immediata reazione dei vertici delle principali compagnie aeree europee.
La stretta di Bruxelles sulla trasparenza dei costi dei biglietti aerei
Le nuove disposizioni dell’Europarlamento intervengono direttamente sulle modalità con cui le piattaforme di vendita mostrano le tariffe di viaggio. I passeggeri manterranno il diritto indiscutibile di trasportare senza costi aggiuntivi un accessorio di ridotte dimensioni da collocare sotto la poltrona antecedente.
La vera svolta riguarda però l’inversione della presentazione del prezzo: i portali dovranno esporre fin dal principio l’importo totale che include il trolley da stivare nella cappelliera, consentendo un ribasso del costo solo in seguito a una scelta esplicita dell’utente di viaggiare senza bagaglio supplementare.
Questa impostazione intende rendere immediato il confronto tra diverse compagnie evitando spiacevoli sorprese al momento del saldo finale, ma modifica alla radice il sistema di tariffazione dinamica. La possibilità di rinunciare al secondo bagaglio viene trasformata in una sorta di sconto applicato a posteriori, eliminando la storica distinzione in cui i servizi accessori venivano addizionati a una quota base estremamente ridotta.
La contestazione di Ryanair e l’addio ai biglietti “a partire da 20 euro”
Il Chief Executive Officer del vettore irlandese, Michael O’Leary, ha espresso forte scetticismo verso la misura, sostenendo che tale meccanismo provocherà un calo della competitività per gli operatori continentali.
Secondo la dirigenza della compagnia, dover esporre a inizio prenotazione cifre comprensive di supplementi farà sparire i biglietti “a partire da 20 euro” in vetrina, sostituendoli con importi di partenza molto più elevati che scoraggeranno la domanda, per poi applicare solo successivamente la detrazione per chi viaggia leggero.
A questa contestazione di carattere economico, la compagnia affianca un problema d’ordine strutturale legato alla reale capienza degli aeromobili. Gli aerei in flotta non dispongono del volume fisico necessario per ospitare i bagagli di tutti i viaggiatori contemporaneamente nelle cappelliere; attualmente Ryanair limita l’imbarco del trolley a una quota non superiore al 45% della capienza totale dell’aereo tramite la vendita prioritaria. Imporre un prezzo base “tutto compreso” creerebbe un’illusione d’acquisto scontrandosi con gli oggettivi limiti di spazio all’interno dell’aeromobile.