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L’Antitrust vuole abolire la firma di contratti luce e gas via telefono

L'Antitrust continua la sua guerra al telemarketing aggressivo con una nuova proposta: l'abolizione dei contratti via telefono per gli enti di luce e gas.

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L’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (in breve Antitrust) è pronta a ricorrere al pugno di ferro per abolire la firma dei contratti luce e gas via telefono.

La proposta è una diretta conseguenza delle crescenti segnalazioni di telemarketing aggressivo che dal 2020 tormenta i cittadini — sia consumatori che imprese — che ad ogni ora del giorno si ritrovano bombardati da insistenti chiamate al limite del “truffaldino” per la firma di un nuovo contratto, solitamente da parte di enti di luce e gas.

Per evitare tali attività illecite che porterebbero a spiacevoli situazioni, il solo consenso a voce non è sufficiente poiché possibile conseguenza di una scelta non ponderata nonché ad alto rischio di manomissione. L’Autorità richiede dunque che «il vincolo contrattuale sorga solo a seguito della conferma dell’offerta, da parte del consumatore, per iscritto»; in pratica servirà una firma scritta per poter stipulare un nuovo contratto luce e gas.

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La proposta arriva direttamente da Roberto Rustichelli, presidente dell’Autorità, nel corso dell’audizione tenuta alla camera in Commissione d’Inchiesta sulla tutela dei consumatori e degli utenti. «Benché l’Autorità abbia svolto nel corso degli ultimi anni numerosi procedimenti volti ad accertare e sanzionare le pratiche commerciali scorrette in questione — ha spiegato Rustichelli — gli interventi e i conseguenti provvedimenti adottati dall’Autorità sono risultati inefficaci a contrastare il fenomeno delle attivazioni ingannevoli e/o non richieste». Ha poi aggiunto che «La dimensione del fenomeno meriterebbe indubbiamente un investimento più significativo e strumenti diversi dai pur necessari e reiterati interventi istruttori e sanzionatori. In tal senso, appare necessario un ripensamento della disciplina vigente con specifico riferimento ai «Requisiti formali dei contratti a distanza», di cui all’art. 51, c. 6 del Codice del Consumo, che consente la conclusione dei contratti mediante la registrazione telefonica del consenso del consumatore, in alternativa alla accettazione dell’offerta commerciale in forma scritta».

Ora il provvedimento resta in attesa del riscontro del Parlamento e delle altre Autorità; ne sapremo di più nei prossimi mesi.

Ma la guerra al telemarketing aggressivo non è finita

Ricordiamo che dal prossimo 27 luglio dovrebbe entrare in vigore il nuovo registro delle opposizioni, modificato per proteggere gli utenti dalle chiamate pubblicitarie indesiderate anche su smartphone.

Ci si aspetta dunque nel complesso un ulteriore calo del telemarketing selvaggio ed un maggior controllo delle chiamate in arrivo, grazie anche all’eventuale registro delle inclusioni proposto dallo stesso Rustichelli, riservato invece a coloro che vogliono continuare a ricevere le chiamate pubblicitarie.



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